La reazione è stata pressoché immediata da Trump Media, che ha risposto a queste indiscrezioni definendo realtà come il Financial Times e Reuters portatrici di fake news.
Interessante notare che al momento, dalla Casa Bianca, non sia arrivato alcun commento a riguardo. Parallelamente, fondi e acquisizioni stanno venendo sondati dalla società con la finalità di addentrarsi nella realtà fintech.
È anche curioso notare come solo nel corso del mese appena concluso, Trump Media abbia firmato un accordo per una nuova linea di prodotti finanziari retail, compresi ETF, da lanciare sul mercato. Una mossa che continua sulla falsariga della visione “America First” portata avanti da Donald Trump.
Sono ovviamente fioccate polemiche e aspre critiche, i movimenti dei manifestanti hanno protestato con forza, attraverso alcuni slogan taglienti come “No ai Re” e “Stop alla corruzione crypto”. In coda, la senatrice del partito democratico Elizabeth Warren in conferenza stampa ha speso qualche parola sulla cena, definendo l’evento come “un’orgia di corruzione”.
Il conflitto di interessi che collega investimenti personali e conflitto d’interessi è il tema cardine della vicenda, un nodo difficile da sciogliere e che rende più agitate le acque dell’opinione pubblica.
Attualmente, il memecoin $TRUMP è in fase calante però, scendendo del -19% e arrestandosi, al netto dell’hype post evento, a 12,71$. Diametralmente opposta è la posizione di Bitcoin invece che nell’ultimo mese ha goduto di un rialzo del +15%, arrivando a superare i 109,400$.
TMTG sembra il vettore scelto da Trump per creare una macchina finanziaria nel mercato crypto da 3 miliardi di dollari. Eppure, questa mossa solleva più dubbi che certezze, tra accuse di conflitto di interessi e corruzione. Il mercato crypto, lo sappiamo, premia gli audaci e sebbene Trump si confermi di nuovo protagonista della scena, questa volta la posta in gioco sembra molto più alta e rischiosa del semplice trading.