Con il prezzo di Bitcoin sceso sotto i 110.000 dollari e il crollo che continua ad approfondirsi, sono emerse alcune rivelazioni sul motivo per cui questo sta accadendo proprio ora. In un primo momento, le dita erano puntate contro i venti macroeconomici ribassisti, che hanno messo il mercato delle criptovalute nel mirino. Tuttavia, i dati on-chain mostrano che la spiegazione potrebbe essere molto più semplice: il calo sarebbe dovuto al classico “dumping”. Più precisamente, i mega-whale di Bitcoin di vecchia data stanno iniziando a vendere le loro ingenti riserve.
Il primo di questi casi riguarda un early whale di Bitcoin, noto solo con lo pseudonimo 1011short, che ha trasferito la sua ingente riserva di BTC su diversi exchange. In totale, la whale ha depositato 13.000 BTC, per un valore complessivo di 1,48 miliardi di dollari al momento del trasferimento. I depositi sono stati effettuati su piattaforme come Binance, Kraken, Coinbase e Hyperliquid, a partire dal 1° ottobre.
Un altro portafoglio molto conosciuto, collegato al primo investitore in Bitcoin Owen Gunden, ha iniziato a muoversi di recente. Il wallet di Gunden ha trasferito 3.265 BTC, per un valore di 364,5 milioni di dollari al momento, anch’essi verso l’exchange Kraken. I movimenti sono iniziati il 21 ottobre e sono proseguiti fino a novembre.
Dopo questi massicci depositi di BTC sugli exchange, il prezzo di Bitcoin ha iniziato a scendere, suggerendo che le vendite siano effettivamente cominciate. Tuttavia, non è possibile prevedere per quanto tempo continueranno, poiché Gunden detiene ancora oltre 700 milioni di dollari in Bitcoin.
Tuttavia, con un sentiment già così negativo e con le voci che parlano sempre più di un “top” di Bitcoin, è possibile che la criptovaluta si stia avvicinando a un punto di svolta. Un’improvvisa inversione di tendenza da questi livelli potrebbe innescare una chiusura forzata delle posizioni short, provocando una cascata di liquidazioni e un possibile rimbalzo esplosivo del prezzo.