Questa mossa si inserisce in una strategia di allocazione più ampia, che ha visto aumentare anche le partecipazioni nel fondo SPDR Gold Trust (GLD), ora pari a oltre 661.000 azioni per un valore di circa 235 milioni di dollari nel terzo trimestre del 2025.
Rispetto ai 1,9 milioni di titoli IBIT dichiarati alla fine di giugno, l’aumento è impressionante: +257%. Ad oggi, l’ETF di BlackRock rappresenta la singola voce più pesante tra tutte le partecipazioni ufficiali dell’ateneo.
Nonostante il peso dell’investimento sia relativamente contenuto rispetto all’immenso endowment di Harvard — circa 57 miliardi di dollari — la cifra è comunque sufficiente a posizionare l’università al 16° posto tra i maggiori detentori dell’ETF. Un segnale che rafforza ulteriormente l’immagine di Bitcoin come asset di riserva sempre più accettato dalle grandi istituzioni.
Come ha osservato l’analista ETF di Bloomberg Eric Balchunas:
È molto raro che un fondo universitario investa in un ETF, specialmente realtà come Harvard o Yale. Questo è il miglior riconoscimento che un ETF possa ottenere. Detto ciò, mezzo miliardo rappresenta solo l’1% del loro patrimonio totale. Ma è comunque abbastanza per renderli uno dei maggiori holder di IBIT.
Nonostante l’interesse di alcune istituzioni, gli ETF Bitcoin statunitensi stanno vivendo settimane sottotono. Nell’ultima settimana i fondi hanno cumulato deflussi netti per circa 1,1 miliardi di dollari.
Il protagonista è proprio l’iShares Bitcoin Trust di BlackRock, che ha registrato tre giorni consecutivi di uscite. Secondo i dati di SoSoValue, soltanto nella giornata di venerdì 14 novembre sono stati ritirati 463,1 milioni di dollari.